Viaggio al Cairo ed in Egitto, alla scoperta dei tesori nascosti della metropoli egizia.
Terra di misteri come di contraddizioni. Dove i moltissimi resti del suo glorioso passato (ben conservati grazie al clima caldo e secco) si mescolano spesso in modo caotico con un modernismo all'occidentale. Dove tre culture - quella faraonica, quella cristiano-copta e quella islamica - si fondono continuamente in un caleidoscopio di forme e colori capace di sbalordire anche il viaggiatore piu' smaliziato. E' l'Egitto di oggi, che resta ancora una tra le mete preferite degli italiani.
Egitto vuol dire soprattutto Il Cairo, megametropoli dove abita un terzo degli egiziani (con la cintura urbana conta ormai 22 milioni di abitanti sui sessanta che abitano l'intero paese). Citta' straordinaria, impossibile da descrivere, un calderone di stili, culture, persone, suoni, odori che non cessano nemmeno un momento di solleticare i nostri sensi. Il Cairo e' ovviamente le grandi Piramidi (come dire che Roma e' il Colosseo) ma anche i colossali grattacieli lungo le rive del Nilo, l'eleganza dell'isola di Zamalek e il rumoroso bazaar di Khan-el-Khalili, il quartiere delle Moschee e l'antica necropoli della Citta' dei morti, dove vivono migliaia di persone.
Il fascino del Cairo sta proprio nel suo essere una citta' apparentemente senza senso, dove in un urbanistica schizoide ci si trova a dover a che fare con un traffico da incubo, una marea di persone che sembrano vagare senza meta, vestite nelle fogge piu' disparate, e un degrado da incubo. E' il fascino dell'antico infettato dal virus della modernita', ma dove paradossalmente convivono, anzi sono un tutt'uno, la classe dei poveri, dei contadini delle campagne e degli emarginati, con la nuova borghesia che guarda e assimila i modelli piu' occidentali.
Inutile suggerire le visite d'obbligo, quella alle piramidi di Giza e Saqqara, ad una decina di chilometri dalla capitale, la cui visita e' stata recentemente ristretta a 300 turisti al giorno a causa del rapido degrado di questi antichissimi monumenti funebri faraonici, oppure quella al Museo Egizio (con 120 mila reperti tra cui il celebre tesoro di Tutankhamon) o alla moschea di El-Azhar. Sono luoghi ovvi e mete obbligatorie per tutti i tour operator. Ma chi avesse voglia e tempo di camminare per le strade del Cairo puo' scoprire, nascosti tra un intrico di palazzi fatiscenti, case che stanno su per miracolo e vie coperte di rifiuti, alcune straordinarie perle architettoniche, poco battute dal turismo organizzato. Ne segnaliamo alcune, come uno sconcertante edificio a tre piani nell'area di Hilmiyah Qadima (ai piedi della Cittadella) che racchiude in se l'intera storica egiziana con una piscina dell'epoca copta (641 d.C.), una scuola coranica con annesso mausoleo (1300) e un delizioso teatro rococo' dei dervisci danzanti (1800). Nella Citta' dei Morti, l'ex necropoli ricca di cupole e minareti abitata da una chiassosa moltitudine, c'e' il convento (khanqah) di Barquq. Edificato all'inizio del XV secolo e' un edificio a pianta quadrata con ai lati due cappelle dove sono conservate le tombe del sultano e dei suoi familiari decorate splendidamente. Infine da segnalare anche il mausoleo dell'Imam esh-Shafii, un chilometro e mezzo a sud di midan es-Saiyda Aisha, luogo tra i piu'