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18/12/08 - (Viaggeria )
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Valle di Susa sulle strade della storia
ITALIA, Piemonte, Valle di Susa,
Fu la più celebre via di passaggio attraverso le Alpi che collegava l'Italia alla Francia. Oggi è un gioiello fatto di splendidi parchi naturali, punteggiato da prestigiose abbazie. L'Alta Valle, dove si trovano i suoi centri di villeggiatura e le rinomate stazioni sciistiche di Bardonecchia, Oulx e Sauxe d'Oulx.
Questa settimana vi raccontiamo la splendida Valle di Susa, che percorrendo il corso della Dora Riparia, si incunea nella Provenza francese. Un territorio ricco di storia e cultura, dagli interessanti percorsi artistico-culturali, ma che vanta anche alcune perle turistiche come Bardonecchia, Oulx e Sauxe d'Oulx, località che hanno ospitato i Giochi olimpici invernali di Torino 2006. Che nei secoli ha sempre rappresentato la principale via di comunicazione attraverso le Alpi tra Italia e Francia.
La Valle di Susa è stata formata dall'erosione di vari corsi d'acqua, il principale dei quali è il torrente Dora Riparia che la attraversa in tutta la sua lunghezza, dal territorio francese allo sbocco nella Pianura Padana, fino alla confluenza con il Po a Torino. I suoi versanti sono ricoperti di una foresta alpina quasi ininterrotta, che inizia direttamente dal fondo valle ed arriva fino ai 2000 metri, per poi lasciare il posto a estesi pascoli alpini. Storicamente la valle ha sempre avuto un importantissimo ruolo di collegamento tra la cultura mediterranea e quella cisalpina. Le strade romane, le vie dei pellegrini e dei mercanti medievali, i percorsi dei Grand Tours del Sei-Settecento prevedevano sempre un passaggio obbligato da qui. Si dice che lo stesso Annibale attraversò le alpi con i suoi elefanti passando proprio da questa valle. E ancora oggi, dopo l'avvento dell'età industriale, questa via di comunicazione continua ad avere un'importanza strategica per lo sviluppo delle economie nazionali attraverso tutto il territorio europeo.
Prima dell'annessione ai domini di Roma fece parte di uno dei più grandi regni alpini del popolo celtico: i Cozii, che diedero tra l'altro il nome ad una parte delle Alpi. Nel Medioevo la Valle di Susa fu un importante centro culturale ed economico grazie alla fondazione di abbazie, che ebbero per molto tempo il controllo del territorio. Fu poi il primo lembo d'Italia ad essere acquisito dalla casata dei Savoia, che però vivevano ancora in Francia. Così per alcuni secoli i valsusini furono di volta in volta o sudditi francesi o italiani. La conseguenza di questi continui cambiamenti di nazionalità, fu l'attraversamento e la devastazione periodica della valle da parte di eserciti stranieri e piemontesi. Solo dal XIX secolo la situazione andò stabilizzandosi; dopo l'invasione Napoleonica, non vi furono più transiti di eserciti e la storia della Val Susa ha seguito quella del resto d'Italia.
Il nostro itinerario parte da Torino, prendendo la statale 25 Monceniso che porta all'imbocco della valle, dove lo sguardo comincia a riempirsi dei rilievi alpini. Prima fermata, dopo pochi chilometri, a Rivoli il cui abitato domina le pianure e le colline moreniche del Monferrato. Su tutto si erge il Castello di Rivoli, luogo di delizie della corte sabauda al pari del torinese castello di Valentino. In origine era una casa-fortezza medievale, trasformata poi tra Sei e Settecento in una grandiosa residenza da Carlo e Amedeo Castellamonte e da Filippo Juvarra. Ceduto al Comune sulla fine dell'Ottocento, il castello fa oggi da prestigiosa cornice al Museo d'Arte Contemporanea.
Da Rivoli ci inoltriamo nella
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